Come fare scacco matto alla crisi grazie al Crisis Management: la fase POST CRISI

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La fase post crisi è una fase importante in quanto gli effetti di una crisi possono scuotere la stabilità delle aziende. Per questo motivo è sempre utile cercare di prevenirne gli effetti cercando di pianificare le mosse ancora prima dell’inizio della crisi.

Negli scacchi la strategia è tutto. A poche mosse dalla fine si può già assaporare la vittoria ma basta una mossa dell’avversario che non ci si aspetta per rimettere tutto in discussione.

Così nelle grandi aziende, anche se provviste di ottime strategie per contrastare la crisi, non si può mai sapere quali variabili possono intercorrere, causando effetti che ahimè non sempre si possono prevedere.

Per questo è di fondamentale importanza per le aziende moderne stabilire un programma di recovery. Un programma che ristabilisca il sottile equilibrio che c’era prima della crisi; una tappa utile per rilanciare ancora più in alto l’organizzazione aziendale.

La metodologia da seguire nella fase post-crisi viene chiamata turnaround-management ovvero “gestione di riposizionamento”. Si tratta di un’attività multidisciplinare che utilizza strumenti mutuati dall’economia, dalla psicologia e dal diritto per creare un piano di ristrutturazione a breve, medio e lungo termine coinvolgendo clienti, fornitori e stakeholders.

La strategia di riposizionamento è composta da 5 fasi:

  • La fase di valutazione nella quale i fattori che hanno portato al declino sono determinati. Tra questi fattori si può citare la perdita di fette di mercato, l’introduzione di prodotti e processi innovativi da parte dei competitors ecc.
  • La fase di recupero (“recovery”) comporta l’erogazione di misure urgenti e straordinarie, determinate con una pianificazione di breve periodo, finalizzate al recupero dell’operatività minima e la prioritaria protezione degli “assets” dell’organizzazione, cercando di stabilizzare nuovamente la reputazione dell’azienda.
  • La fase di ristrutturazione inizia con l’analisi dei risultati conseguiti con la fase di recupero. Le decisioni chiave sul futuro dell’organizzazione (come per esempio la cessione o la prosecuzione delle attività) sono da prendere durante questa fase. La ristrutturazione procede con una nuova pianificazione aziendale tanto strategica quanto operativa.
  • La fase di stabilizzazione (“stabilization”) comporta il superamento della crisi e la piena esecuzione di quanto pianificato attraverso il costante monitoraggio della gestione. Conseguito il risultato di stabilizzazione del cambiamento di solito si abbandona il ricorso al Temporary management (o management temporaneo, qualora sia stato attivato) rimettendo i poteri ad un nuovo organo amministrativo.
  • La fase di rivitalizzazione (“revitalization”) comporta l’avvio di un nuovo ciclo espansivo dell’organizzazione. Questo nuovo ciclo è costituito da una pianificazione di lungo periodo affidata al nuovo management, assistito da un’attività consulenziale.

Per contenere i fattori di incertezza che potrebbero compromettere la riuscita del proprio piano strategico si può:

  • Attuare la costruzione di un crisis team, che generalmente precede la crisi.

Inoltre, sono necessarie un’attenta attività di monitoraggio dei dati, potenziando le analisi di reporting e di controllo di gestione, una progettazione intesa come strutturazione del piano più appropriato per risolvere i problemi dell’organizzazione e un’intensa attività di marketing per ristrutturare l’attività sul mercato.

Per saperne di più sulla costruzione di un piano strategico per prevenire la crisi leggi anche l’articolo sulla fase pre-crisi.

Come negli scacchi, per arrivare a fare scacco matto sono necessarie delle mosse che tengano in considerazione non solo della strategia di partenza, ma anche e soprattutto delle mosse dell’avversario, considerando le variabili che potrebbero intercorrere a partita in corso.

Pianificare attentamente il lavoro è la chiave per il superamento della fase di crisi. Inoltre, immaginarsi più scenari possibili in modo da essere in grado di gestire qualsiasi situazione si presenti.

Elmer G. Letterman diceva: “La fortuna è ciò che capita quando la preparazione incontra l’opportunità”; solo che le opportunità, in questo particolare caso, le possiamo creare solo noi!